Nicola Giammarrusti


Fotografia

Ex Loro Parisini – Luigi Caccia Dominioni

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Un ingresso, un soggiorno, una scala, sono soluzioni urbanistiche.

The`marocchino alla menta

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La preparazione del tè assurge a cerimonia in più parti del mondo e il tè verde alla menta del Marocco, bevanda diffusa in tutta la zona dell’Africa settentrionale, è tra le bevande più famose. Lungo la zona costiera è in uso aggiungere anche ramoscelli di timo; in inverno gli adulti lo consumano corretto con l’assenzio e in alcune regioni si serve con pinoli tostati aggiunti nel bicchiere. L’usanza di bere questo infuso si estende fino alla Libia dove invece lo consumano con nocciole tostate. Il babour, set composto da vassoio, teiera, ciotola per la menta e zuccheriera, accoglie gli ospiti e accompagna tutti i momenti della giornata. Si tratta di una bevanda rinfrescante nel sapore, avvolgente nel profumo, corroborante, che va bevuta rigorosamente calda. Ottima come digestivo viene offerta a tutte le ore del giorno dalla padrona di casa che abilmente prepara il tè davanti ai convitati. Pochi gli ingredienti necessari: l’acqua bollente, i rametti di menta, tè verde di buona qualità e zucchero, bianco o di canna.
Testo citato da: agrodolce.it

Al Made expo 2015 la tradizione di Besana moquette

Anche Besana Moquette presente all’evento internazionale dell’edilizia a Milano.
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Un’esperienza unica tramandata
da da generazioni, per trattare e trasformare, con cura “artigianale”, pregiatissimi filati in morbide moquette, resistenti passatoie e in una gamma infinita di tappeti,
tanti quanti la fantasia può immaginare.

Il Rivestimento in legno che dona eleganza

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Il rivestimento in legno negli interni e`capace di modificare in modo radicale la percezione dell’arredo rendendo l’ambiente più` elegante.

Just, Milano, cocktail e momenti gustosi ammirando Porta Nuova

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La brulicante Corso Como, i locali della movida notturna, i rooftop più in voga del momento, i negozi alla moda.
E sullo sfondo lo skyline della Milano dell’Expo, quella di Porta Nuova e Piazza Gae Aulenti, quella che giorno dopo giorno prende forma.
Proprio dove si stagliano i moderni complessi residenziali che sembrano sfiorare il cielo si apre lo spazioso dehors di Just, locale-tabaccheria affacciato sull’animato corso.
È qui che dalle prime luci dell’alba al cuore della notte studenti, modelle, creativi, uomini della finanza e turisti si ritrovano fianco a fianco.
Testo di Ivan Donati Milanodabere.it

Architettura Napoleonica in questo splendido stabile di Via Alberto da Giussano a Milano

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Il nome di Alberto da Giussano appare per la prima volta nella cronaca storica della città di Milano scritta dal frate domenicano Galvano Fiamma nella prima metà del XIV secolo, cioè 150 anni dopo la battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Alberto venne descritto come un cavaliere che si distinse, insieme ai fratelli Ottone e Raniero, nella battaglia di Legnano[4]. Secondo Galvano Fiamma, egli capeggiò la Compagnia della Morte[3], ovvero un’associazione militare di 900 giovani cavalieri scelti con il compito di battersi fino alla morte[5]. La Compagnia delle Morte doveva il suo nome al giuramento che fecero i suoi componenti, che prevedeva la lotta fino all’ultimo respiro senza mai abbassare le armi[5]. Le fonti contemporanee alla battaglia di Legnano non fanno però cenno all’esistenza di Alberto da Giussano e della Compagnia della Morte.
In realtà, gli storici hanno individuato in Guido da Landriano l’effettivo capo militare della Lega Lombarda nello scontro di Legnano.

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