Nicola Giammarrusti


Fotografia

Just, Milano, cocktail e momenti gustosi ammirando Porta Nuova

_DSC3464

La brulicante Corso Como, i locali della movida notturna, i rooftop più in voga del momento, i negozi alla moda.
E sullo sfondo lo skyline della Milano dell’Expo, quella di Porta Nuova e Piazza Gae Aulenti, quella che giorno dopo giorno prende forma.
Proprio dove si stagliano i moderni complessi residenziali che sembrano sfiorare il cielo si apre lo spazioso dehors di Just, locale-tabaccheria affacciato sull’animato corso.
È qui che dalle prime luci dell’alba al cuore della notte studenti, modelle, creativi, uomini della finanza e turisti si ritrovano fianco a fianco.
Testo di Ivan Donati Milanodabere.it

Architettura Napoleonica in questo splendido stabile di Via Alberto da Giussano a Milano

ngiammarrusti-3140low

Il nome di Alberto da Giussano appare per la prima volta nella cronaca storica della città di Milano scritta dal frate domenicano Galvano Fiamma nella prima metà del XIV secolo, cioè 150 anni dopo la battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Alberto venne descritto come un cavaliere che si distinse, insieme ai fratelli Ottone e Raniero, nella battaglia di Legnano[4]. Secondo Galvano Fiamma, egli capeggiò la Compagnia della Morte[3], ovvero un’associazione militare di 900 giovani cavalieri scelti con il compito di battersi fino alla morte[5]. La Compagnia delle Morte doveva il suo nome al giuramento che fecero i suoi componenti, che prevedeva la lotta fino all’ultimo respiro senza mai abbassare le armi[5]. Le fonti contemporanee alla battaglia di Legnano non fanno però cenno all’esistenza di Alberto da Giussano e della Compagnia della Morte.
In realtà, gli storici hanno individuato in Guido da Landriano l’effettivo capo militare della Lega Lombarda nello scontro di Legnano.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Natale 2014. Spontini fa gli auguri con il Tram di Luce

_DSC1255

Il Tram di Luce è una delle carrozze “1928″ costruita insieme ad altri 499 modelli tra il 1928 e il 1930 dalla Carminati & Toselli per conto dell’allora Azienda Tramviaria. Sul tetto e sulle fiancate scintillano gli auguri di Natale di Spontini, che per molti anni ha strizzato l’occhio ai tram dell’ATM proprio dalla sua prima sede nell’omonima via, aperta nel lontano 1953. Oggi qui i convogli non transitano più sui binari rimasti nell’asfalto, ma Spontini è salita in carrozza per creare una partnership perfetta tra due dei marchi storici di Milano.
(Testo citato da MB News)

La Gintoneria di Davide

 

ngiammarrusti-2369

https://www.pinterest.com/pin/305822630922031106/

Loft: il nuovo trend

_DSC3890livingLOW

Il loft, diffusosi in Italia agli inizi del 2000, ricalca la moda iniziata negli anni ’80, quando a New York, cantanti del calibro di Bono Vox e attori come Woody Allen, acquistavano vecchie fabbriche ormai in disuso nel Greenwich Village di New York, per trasformarle in moderni appartamenti open space.
Come in quel film ‘Vado a vivere da solo’, in cui un Jerry Cala`, stanco della monotonia, decide di arredare un vecchio garage per trasformarlo nella sua nuova casa da single.

VIII Strada – Progressive Rock

ngiammarrusti-2092

In gennaio il gruppo inizia le registrazioni di ‘Babylon’ il nuovo cd.

Il secondo CD degli VIII STRADA “Babylon”vuole essere un Opera-Rock in cui ogni brano, pur avendo una sua autonomia, sia al contempo una parte integrante dell’intero “Concept”: un viaggio all’interno della mente del protagonista, che calato in un tempo-senzatempo, fa emergere sentimenti e pulsioni insite nell’animo umano.

Orobianco, Milano. Il Tempio Della Mozzarella in Porta Venezia

_DSC2257

Mozzarella, provola, ricotta e stracciatella: l’alfabeto del latte di bufala si declina con artigianalità nel grazioso e accogliente Orobianco, locale-negozio nel cuore di Porta Venezia.

“La soddisfazione di noi casari è assistere ogni giorno alla trasformazione del latte di bufala dallo stato liquido a quello solido: una piccola grande magia” – Francesco e Gianmarco, giovani e veraci napoletani, raccontano con passione ed entusiasmo il lavoro di una vita, tramandato di generazione in generazione.

Testo citato da milanodabere.it di Ivan Donati, Giornalista Food

Carta da parati

_DSC0104low

Sin dai tempi più antichi l’uomo ha sentito la necessità di ornare le pareti, tant’è che in tutte le civiltà le classi più agiate (specie la nobiltà e la borghesia) decoravano le pareti della propria casa con tendaggi, affreschi, rivestimenti in legno, stucco o cuoio. Durante il Medioevo in Europa si diffuse la tradizione araba degli arazzi, cioè particolari tappeti da parete che ornavano tutte le più importanti corti europee. L’arazzo, pertanto, può essere considerato come il più vicino parente della carta da parati.

Verso il XII secolo, durante la rivoluzione commerciale, in Europa si iniziò a importare la carta dalla Cina. Proprio in Europa nacque poi l’usanza di dipingere la carta per poi applicarla alle pareti. Fino alla diffusione delle macchine industriali, la carta da parati veniva ornata a mano o con complicati rulli artigianali. Oggi la carta da parati si acquista in rotoli. Ciascun rotolo ha delle misure standard fissate dall’IGI che sono larghezza=0,53 m e lunghezza=10,05 m. Nel corso degli anni anche la carta da parati è oggetto di mode che seguono le correnti artistiche e culturali del periodo, proprio come l’abbigliamento. Nel recente passato possiamo ricordare gli anni settanta come il periodo di maggiore diffusione di questa tecnica di rivestimento delle pareti domestiche, sia in Italia che in altri paesi.
Da Wikipedia. l’enciclopedia libera.