Nicola Giammarrusti


Fotografia

Carta da parati

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Sin dai tempi più antichi l’uomo ha sentito la necessità di ornare le pareti, tant’è che in tutte le civiltà le classi più agiate (specie la nobiltà e la borghesia) decoravano le pareti della propria casa con tendaggi, affreschi, rivestimenti in legno, stucco o cuoio. Durante il Medioevo in Europa si diffuse la tradizione araba degli arazzi, cioè particolari tappeti da parete che ornavano tutte le più importanti corti europee. L’arazzo, pertanto, può essere considerato come il più vicino parente della carta da parati.

Verso il XII secolo, durante la rivoluzione commerciale, in Europa si iniziò a importare la carta dalla Cina. Proprio in Europa nacque poi l’usanza di dipingere la carta per poi applicarla alle pareti. Fino alla diffusione delle macchine industriali, la carta da parati veniva ornata a mano o con complicati rulli artigianali. Oggi la carta da parati si acquista in rotoli. Ciascun rotolo ha delle misure standard fissate dall’IGI che sono larghezza=0,53 m e lunghezza=10,05 m. Nel corso degli anni anche la carta da parati è oggetto di mode che seguono le correnti artistiche e culturali del periodo, proprio come l’abbigliamento. Nel recente passato possiamo ricordare gli anni settanta come il periodo di maggiore diffusione di questa tecnica di rivestimento delle pareti domestiche, sia in Italia che in altri paesi.
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Una sola materia: il gres porcellanato

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Una sola materia: il gres porcellanato.
Il gres porcellanato è un materiale compatto, resistente e caratterizzato da una porosità (e quindi da un valore di assorbimento di acqua) praticamente nullo.

Caratteristica peculiare delle lastre in gres porcellanato è la loro composizione. Vengono infatti utilizzate unicamente le materie più pure – minerali, caolino, feldspati, argilla – per comporre il 99% di ogni singola piastrella, mentre colori di origine naturale ne completano la resa estetica. La fase della compattatura avviene senza l’aggiunta di collanti o resine. A rendere il materiale omogeneo e compatto ci pensano una pressatura meccanica di oltre 500 Kg per cm² e la cottura in forni di oltre 90 metri di lunghezza ad una temperatura di oltre 1.250°.

L’allegra brigata di chef Gabriele Badini

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Il protagonista del nuovo Ristorante L’Essenziale a Milano è Gabriele Badini che, con la sua giovane brigata, non vuole stravolgere il concetto di cucina italiana con eccessi e provocazioni eccentriche…
ma, anzi, a dare un’impronta moderna e innovativa, alla storia culinaria italiana, sempre nel rispetto
della nostra Terra e delle sue tradizioni.
Testo tratto dal sito web ristorantelessenzialemilano.it

1000 Foglie

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Un disco di caramello al passion fruit che alterna pere, mele e frutti di bosco.